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Trento.Le religioni immigrate in Friuli Venezia Giulia si presentano

Dopo aver esplorato il tema delle religioni immigrate tramite gli interventi del prof. Bruno Tellia dell’Università di Udine e del prof. Vincenzo Pace dell’Università di Padova, entrambi docenti di sociologia, il Centro Culturale Veritas di Trieste ha proposto, nella giornata del 30 aprile, un diretto confronto con gli esponenti di otto confessioni religiose presenti sul territorio regionale.
Nella prima sessione dei lavori, al mattino, hanno presentato la propria identità religiosa e i rapporti con il contesto: Ani Sherab Choden, monaca, presidente del Centro Buddhista Tibetano di Trieste; Giuliano Soveri, Pastore della Chiesa Cristiana Evangelica Comunità Pentecostale di Pordenone; Sat Winder Singh Bajwa, dell’associazione Gurdwara Guru Nanak Devji Singh Sabha per la religione sikh.
Trascorso il momento conviviale del pranzo, che ha consentito una maggior conoscenza reciproca, al pomeriggio sono ripresi i lavori con le presentazioni di: Saleh Igbaria, presidente del Centro Islamico di Trieste; Mons. Giampaolo Muggia, incaricato vescovile per la formazione spirituale e culturale del clero; Padre Rasko Radovic, parroco della Comunità serbo-ortodossa di Trieste; Daniel Hu, rappresentante della Chiesa cristiana evangelica cinese; David James Bormann, della Comunità cristiana evangelica di Trieste.
Cinque sono stati quindi i rappresentanti di confessioni cristiane, dalla cattolica, che a Trieste è radicata dai tempi antichi della Chiesa di Aquileia e del martire San Giusto, alla serbo-ortodossa, le cui origini in città risalgono al 1700, fino alle più recenti comunità evangeliche, due delle quali insediate a Trieste e formate prevalentemente da immigrati, una invece collocata a Pordenone, nella cui provincia, a forte immigrazione, si registrano ben 40 chiese evangeliche. La comunità evangelica autonoma di David James Bormann è presente a Trieste fin dagli anni ’60 e raggruppa persone di molte nazionalità, spesso soltanto di passaggio; la Chiesa evangelica cinese è stata fondata a Trieste nel 1990 e fa parte dell’Unione delle Chiese Cristiane Cinesi in Italia, di radice battista, anche se il legame maggiore è costituito dalla nazionalità; la Chiesa Evangelica Pentecostale di Pordenone è nata invece agli inizi degli anni ’80, con riunioni iniziali nelle case di alcuni immigrati dalla Sicilia, cui poi si sono aggiunte anche persone di varie nazionalità extraeuropee. Tutte queste tre comunità evangeliche dispongono oggi di luoghi di riunione e di culto, dichiarano di non fare opera di proselitismo e di non partecipare ad attività ecumeniche con la Chiesa cattolica.
La comunità serbo-ortodossa, che conta oggi a Trieste oltre 15.000 fedeli ed è affidata al metropolita di Zagabria, ha registrato un incremento di immigrati specialmente in seguito alle guerre nella ex Iugoslavia ed ha come luogo di culto la chiesa di San Spiridione, aperta nella seconda metà del 1800.
L’esponente del buddhismo tibetano, che ha fondato il Centro di Trieste nel 1989, ha invece dichiarato che in tutta Italia gli stranieri che frequentano i loro Centri sono molto pochi; ha ribadito che si tratta di una religione che non fa proselitismo e che, secondo l’insegnamento del Dalai Lama, l’obiettivo fondamentale è che le religioni preghino insieme: per i buddhisti ogni religione è santa e significa amore, compassione, saggezza.
La presenza del sikhismo, religione monoteista e quinta al mondo per numerosità, è diffusa soprattutto in provincia di Pordenone, dove Sat Winder Singh Bajwa invita i presenti a recarsi per visitare una gurdwara, immergendosi nell’India. I sikh, come gli induisti, credono nella reincarnazione, come i cristiani, praticano il battesimo, mentre non fanno riferimento a forme di incarnazione umana del divino, in quanto siamo tutti divini.
L’islam a Trieste ha registrato una notevole crescita negli ultimi trent’anni, sia per l’arrivo di molti studenti e ricercatori da Paesi del Nord Africa, sia per i flussi migratori seguiti alla guerra nella ex Iugoslavia. Negli anni ’90 la comunità, dentro la quale si realizza l’identità del credente islamico, annoverava già un migliaio di persone. Attualmente, nella sola provincia di Trieste, ci sono circa 3.000 musulami di 18 nazionalità diverse ed esistono centri a Trieste, Gorizia, Monfalcone, Udine, Pordenone, Tolmezzo.
La ricchezza di tante diversità ha attivato un dibattito intenso su vari aspetti, dai rapporti fra le religioni al proselitismo, dai luoghi di culto alle prospettive aperte dai conflitti in Nord Africa, dall’unicità di Cristo come mediatore della salvezza all’iter dell’Intesa fra Stato italiano e religione islamica. Tanti interrogativi sono rimasti in sospeso perché il tempo non era sufficiente ad esaurirli. Ma il percorso continuerà il 9 luglio a San Pietro al Natisone con l’intervento di P. Giovanni La Manna SJ, che presenterà “Una panoramica delle religioni immigrate in Italia e loro rapporto con le istituzioni e con la società.”

[Gabriella Burba]

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