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Nel buio le stelle: è il tempo di ritornare alla profezia scomoda

La Fondazione sant’Ignazio di Trento avvia un processo con tutti gli Enti aderenti per far crescere semi di giustizia e prospettive di pace in questo momento storico difficile.

In questo tempo particolarmente turbato dello scenario politico e sociale, uno scenario nazionale che si è esteso anche in Trentino, la Fondazione sant’Ignazio sente crescere sintomi di preoccupazione. La forte inquietudine generata da tali sintomi tocca immediatamente molte delle persone vicine alle organizzazioni che aderiscono alla Fondazione stessa, in particolare quelle che si trovano in situazioni di disagio e sofferenza. Più di prima, dunque, l’Opera sente il compito e la responsabilità di portare al centro ciò che avviene al fronte, in particolare quello delle persone più povere, specialmente quelle costrette alla fuga. Tale consapevolezza ha fatto emergere la necessità di momenti di riflessione e confronto in vista di nuove azioni dentro orizzonti prima sconosciuti, in particolare per il territorio trentino.

Come ha affermato recentemente p. Alberto Remondini SJ, a nome del Consiglio della Fondazione: “Tutto non è più come prima, e anche noi non possiamo rimanere gli stessi. Ci obbligheranno alcuni dati concreti: la chiusura di alcuni servizi, l’interruzione di alcuni finanziamenti, nuove scelte della Pubblica Amministrazione. Ma molto di più ci obbligherà la deriva del pensiero critico, la poca tenuta sui grandi temi della solidarietà e della giustizia che sono stati gli elementi propulsori della nascita e dello sviluppo del mondo attorno a Villa sant’Ignazio. Su questi temi, nel tempo, ci siamo sentiti appoggiati, è cresciuto il consenso attorno a noi, ed un po’ ci siamo abituati. Oggi, probabilmente, dovremo prendere delle distanze, ritornare alla profezia scomoda e non applaudita, probabilmente non saranno i consensi a orientarci”.

Un messaggio che fotografa un presente quanto mai difficile per chi opera nel sociale, ma che richiama la speranza che insieme si possano imboccare nuove strade. Ed è per questo che oggi, alla Fondazione sant’Ignazio, pare importante rendere più operativa la riflessione, alla luce di una immagine che don Luigi Ciotti ha lasciato nel suo intervento al centro Astalli Trento durante la recente settimana dell’accoglienza: “quanto più sprofondiamo nel buio, tanto meglio è possibile distinguere le stelle e scoprirne di nuove.”

Per portare al centro quello che avviene nella periferia, farne oggetto di riflessione per provocare e prendere posizione, l’idea lanciata che ha avuto subito presa è quella che insieme alle organizzazioni aderenti, si condivida una lettura critica rispetto a quello che sta avvenendo attorno a noi, con particolare attenzione: 1. All’orizzonte sociale, politico e culturale; 2. All’orizzonte dei destinatari di chi opera nel sociale; 3. All’orizzonte delle organizzazioni (minacce e opportunità circa finanziamenti, conflittualità, nuove strategie ecc.)

Si avvia così un processo di condivisione e sviluppo di pensiero che partirà rileggendo insieme questi tre aspetti, cercando temi unificanti ed originalità; organizzando nell’immediato futuro una serie di incontri nei quali riprendere le riflessioni, integrarle, confrontarci, con l’aiuto di esperti di welfare, in vista di una posizione condivisa da diffondere sul territorio, come contributo concreto sul quale poi muovere ulteriori azioni di senso.

“Sentiamo tutta la responsabilità di portare, insieme con i destinatari delle nostre organizzazioni, le loro voci, le loro storie, le loro istanze, le loro riflessioni, per renderle terreno sul quale continuare a far crescere semi di giustizia e prospettive di pace” afferma p. Alberto SJ, per dare impulso a un processo che riesca a scovare le stelle, nel buio di oggi che sta soffocando la solidarietà.

Andreas Fernandez

ufficiostampa@vsi.it

 

 

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