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Iskenderun. “Rab sizinle!”: la prima messa di padre Paolo con la sua nuova comunità

“Il Signore con voi! Rab sizinle!”. Sono queste le prime parole pronunciate domenica 29 novembre scorso da padre Paolo Bizzetti, nuovo vescovo del Vicariato apostolico d’Anatolia, durante la cerimonia di presa di possesso della Cattedrale di İskenderun (Turchia)

A cinque anni dall’uccisione di monsignor Luigi Padovese, suo predecessore, “la mia presenza qui”,  ha affermato padre Paolo, “è un dono che la Chiesa occidentale fa a voi, memore dei tantissimi vescovi, presbiteri e laici di grande valore che voi avete donato alla Chiesa d’occidente”. Bizzetti dice: “Ho riconosciuto, nella chiamata del vescovo di Roma, una chiamata del Signore, che ancora una volta mi invitava a uscire dalla mia terra, dal mondo a me familiare, dalla mia lingua e cultura per farmi prossimo a voi”. “Vengo anzitutto per ascoltarvi, per gioire e soffrire con voi, per condividere la vostra vita, per conoscere la vostra storia e le vostre tradizioni. Vengo per servirvi e aiutare i più poveri a portare la croce”.  “Ho accettato di farmi straniero perché questo è un modo, per me, di seguire le orme di Gesù che ha lasciato il suo Regno per venire in un luogo a Lui straniero”. Non sono mancate parole rivolte ai giovani, alle famiglie cristiane, ai single e alle vedove. “Vi chiedo di pregare per me, di volermi bene e di aiutarmi: ne ho bisogno!”, ha concluso padre Bizzetti.
Commosso il saluto di padre Antuan  Ilgit ai numerosi pellegrini giunti dall’Italia. “Eccellenze reverendissime, carissimi confratelli nel presbiterato, carissime suore e tanti amici che siete arrivati da diverse parte dell’Italia. Non vi preoccupate, non vado a ripetere la mia omelia in turco; voglio solo dirvi un grazie molto sentito; grazie perché ci avete donato Padre Paolo che per tantissimi anni vi ha seguito, vi ha formato, ha condiviso con voi le vostre gioie e le vostre sofferenze. Io so benissimo che lo amate molto, siamo riconoscenti per questo dono prezioso e vi assicuriamo che lo amiamo anche noi, e lo ameremo sempre di più, perché siamo già certi che ci donerà tutto quello che ha, tutto quello che ha acquisito dalla grazia di Dio, la quale ha voluto benedirci e incoraggiarci donandoci Paolo, come vescovo.
E tu caro Paolo, il nostro Padre e Vescovo, permettimi di dirti due parole, due parole scritte proprio dal Monsignor Padovese a me, solo pochi giorni prima del suo passaggio. Queste parole cosi forti, cosi significativi, diranno molto anche a te in un giorno cosi in cui apriamo una nuova pagina per la piccola chiesa d’Anatolia, una pagina piena di speranza. “Sei un dono per la nostra Chiesa di Turchia; sei un dono prezioso! Ora dai quello che hai ricevuto: pace, consolazione, speranza, carità”.

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