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Gesuiti News Cura del creato A scuola dai gesuiti: formazione e inclusione nelle scuole ignaziane
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A scuola dai gesuiti: formazione e inclusione nelle scuole ignaziane

Presentazione di un libro presso la comunità dei gesuiti di Villapizzone a Milano
Fr Jimmy Bartolo SJ Rector of St Aloysius College Jesuits

Intervista a p. Jimmy Bartolo, presidente della Fondazione Gesuiti Educazione

11 Istituti, 6400 alunni, quasi mille tra personale docente e non. Le scuole dei gesuiti che puntano a formare “uomini e donne per gli altri”, vantano una lunga tradizione e un metodo specifico, espresso nella Ratio Studiorum. Cinque momenti che interagiscono e comunicano tra loro in una successione ciclica: contesto, esperienza, riflessione, azione, valutazione. Le scuole di diverso ordine e grado sono presenti a Torino, Milano, Napoli, Roma, Palermo, Messina, ma anche Malta e Scutari. Sono in rete insieme ad altre opere educative della Compagnia nella Fondazione Gesuiti Educazione.

Ma quali sono gli studenti adatti a questo tipo di percorso? Ad illustrarlo p. Jimmy Bartolo, presidente della Fondazione.

“Le otto scuole che fanno parte della rete sono situate in paesi e città che hanno contesti, lingue e curricula nazionali diversi. Anche i processi di ammissione in Italia, Malta e Albania sono molto differenti. Tali processi dipendono anche dallo scenario socio-politico di ogni paese.
Le motivazioni per entrare in una scuola gesuita possono essere diverse. I criteri di ammissione devono essere chiari e trasparenti. I genitori devono conoscere a fondo il nostro progetto educativo e l’obiettivo sotteso: formare studenti che diventino uomini e donne per gli altri. Questo è un processo lungo che richiede competenza e pazienza. Abbiamo bisogno di famiglie e studenti che comprendano questa tensione e missione e che scelgano le nostre scuole per i valori che cerchiamo di trasmettere agli studenti”.

Quale proposta specifica incontrano nel loro percorso?

“Il programma di formazione offerto nelle nostre scuole mira a raggiungere l’eccellenza umana. Aiutare gli studenti a divenire persone responsabili, impegnate, capaci di misericordia e competenti. Non si tratta semplicemente di registrare voti, ma di attivare una crescita umana e spirituale, di apertura a Dio e agli altri. Sono obiettivi ben espressi nel documento della Curia generale sulla nostra visione dell’educazione ‘Scuole gesuite: Una tradizione viva nel 21° secolo – Un continuo esercizio di discernimento’“.

Come procede il tentativo di aumentare il numero di studenti con borse di studio?

“Stiamo lavorando ad un programma di raccolta fondi per offrire agli studenti la possibilità di ricevere borse di studio. Una sfida grande in particolare per le scuole in Italia perchè siano accessibili a tutti a causa della mancanza di fondi da parte del governo. Un ottimo esempio di inclusione in Italia è la nostra scuola di Torino. Attraverso la Fondazione Gallesio, sono circa 60 gli studenti che ricevono aiuto economico. Malta ha un’istruzione obbligatoria molto inclusiva grazie all’accordo con la Santa Sede, ratificato nel 1991. La nostra scuola in Albania non riceve aiuti finanziari dallo Stato, ma ha un buon numero di studenti che provengono da un contesto socio-economico non abbiente. Una prospettiva, quella dell’inclusione, che dobbiamo tener ben presente anche in questo periodo molto insegnativo determinato dalCovid-19”.

Quale andamento hanno registrato le iscrizioni quest’anno?

“Alcune delle nostre scuole hanno iniziato con un numero inferiore di studenti. Ad essere onesti, mi aspettavo uno scenario molto peggiore a causa delle enormi sfide finanziarie legate alla crisi della pandemia. La Fondazione Gesuiti Educazione si è impegnata a dialogare con politici e vescovi per sostenere le scuole cattoliche in Italia. L’aiuto finanziario dello Stato rimane minimo per le scuole cattoliche in Italia. Molte scuole sono in difficoltà, e un buon numero sta chiudendo”.

Come state vivendo il periodo Covid? Quali le sfide più grandi?

“Le nostre scuole hanno continuato on line il loro programma di formazione. Tutte ora sono di nuovo aperte e offrono lezioni in presenza, nel rispetto dei protocolli indicati. Il nostro College a Malta si aprirà con l’insegnamento e l’apprendimento online e passerà successivamente alla formazione in presenza. Niente può sostituire la formazione ad personam impartita a scuola. Ci sono certamente dei vantaggi resi possibili grazie alla didattica a distanza che spero continueremo ad utilizzare anche dopo questo periodo. Percepiamo la fragilità di molti studenti o docenti in particolare lì dove le relazioni familiari sono difficili. È un’opportunità per le nostre scuole di raggiungerli. D’altra parte, sono rimasto sorpreso dalla generosità dei direttori e dei dirigenti delle nostre scuole che hanno saputo affrontare le sfide e sostenuto molte iniziative di solidarietà, raggiungendo chi era nel bisogno”.

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