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“Restate in mare aperto, non intellettuali ma lavoratori”: il mandato di Francesco agli Scrittori de “La Civiltà Cattolica”

Roma

09 Feb 2017

Esce il quaderno n. 4000 de «La Civiltà Cattolica». Varate edizioni in altre 4 lingue. Il direttore, p. Antonio Spadaro, dichiara: «Presenti nei cambiamenti in corso, con un cattolicesimo chiaro ma non tribale». Oggi, durante un'udienza privata, papa Francesco ha indicato tre parole e figure di gesuiti alle quali guardare per andare avanti: Pietro Favre e la sua inquietudine; Matteo Ricci e l'incompletezza, dal pensiero aperto, non chiuso, né rigido; Andrea Pozzo che con la sua immaginazione ha visto "spazi aperti, cupole e corridoi, lì dove ci sono solo tetti e muri"

La rivista culturale più antica d’Italia festeggia con un numero speciale e un volume celebrativo; ma guarda anche al futuro ampliando il proprio orizzonte internazionale. Una festa celebrata stamattina durante l’udienza concessa da papa Francesco al Collegio degli Scrittori e ai collaboratori della rivista. Nel suo discorso il Papa ha ricordato la “missione specifica” delle rivista, che “è quella di essere una rivista cattolica. Ma essere rivista cattolica non significa semplicemente che difende le idee cattoliche, come se il cattolicesimo fosse una filosofia. Come scrisse il vostro fondatore, p. Carlo Maria Curci, La Civiltà Cattolica non deve «apparire come cosa da sagrestia». Una rivista è davvero «cattolica» solo se possiede lo sguardo di Cristo sul mondo, e se lo trasmette e lo testimonia”.

“Nel mio incontro con voi tre anni fa”, ha ricordato Francesco, “vi ho presentato la vostra missione in tre parole: dialogo, discernimento, frontiera. Le ribadisco oggi. Nel biglietto augurale che vi ho inviato per il numero 4000 ho usato l’immagine del ponte. Mi piace pensare alla Civiltà Cattolica come una rivista che sia insieme «ponte» e «frontiera”.

4000 quaderni, 5 lingue. L’11 febbraio 2017 uscirà con una veste grafica speciale e una sorpresa in copertina, il numero 4000 de La Civiltà Cattolica. Nata il 5 aprile 1850, La Civiltà Cattolica, diretta da p. Antonio Spadaro, è praticamente un unicum nella storia delle riviste culturali.

Prima di Francesco, avevano celebrato i numeri mille precedenti  Leone XIII (1892) Pio XI (1933) e Paolo VI (1975). Ben 12 Pontefici hanno rivolto messaggi e discorsi direttamente ai padri scrittori della rivista nel corso degli anni. In questa occasione essi vengono pubblicati per la prima volta in Il coraggio e l’audacia. Da Pio IX a Francesco, un volume Rizzoli, corredato da una ricca introduzione storica. L’11 febbraio usciranno — novità assoluta nella storia della rivista — anche 4 edizioni mensili in spagnolo (presentata il 9 febbraio alle 18,00 nell’Ambasciata di Spagna presso la Santa Sede), inglese (presentata il 28 febbraio alle 18,30 nella residenza dell’Ambasciatrice del Regno Unito presso la Santa Sede), francese e coreano. Il fascicolo 4000 verrà presentato presso la sede della rivista in via di Porta Pinciana 1, sabato 18 febbraio alle ore 18 con una tavola rotonda alla quale parteciperanno il prof. Giuliano Amato, l’on. Emma Fattorini, il prof. Andrea Riccardi. Seguiranno nei prossimi mesi altre iniziative celebrative. La tradizione fiorisce: la dimensione internazionale della rivista. «La tradizione fiorisce, implica una crescita». Così Papa Francesco, nel colloquio con p. Spadaro pubblicato in “Nei tuoi occhi è la mia parola”. La rivista — scritta da sempre solo da gesuiti — ha vissuto un importante rinnovamento nella veste grafica già nel 2011 e quindi un succedersi di innovazioni legate alla sua presenza digitale. Gli scrittori nel frattempo sono cresciuti in numero e provenienza geografica e culturale. A tutto questo oggi si unisce una novità assoluta: il lancio delle edizioni della rivista in francese (Parole et Silence), inglese (Union of Catholic Asian News), spagnolo (Herder) e coreano (a cura della Provincia coreana dei gesuiti). La dimensione pluringuistica non lascerà immutata l’identità stessa della rivista, proprio perché, avendo lettori in altre lingue, le istanze di altri Paesi e culture entreranno a far parte del suo cuore come mai prima. Un rapporto di fiducia col Papa: sfida e non merito. La Civiltà Cattolica è anche nota per la sua speciale «sintonia» con la Sede Apostolica. Un rapporto preservato negli anni e che tutti coloro che si sono succeduti sulla cattedra di Pietro a partire dal 1850 hanno riconosciuto come «carattere essenziale di questa rivista». Nell’editoriale del fascicolo 3000 (1975) si trovano parole che risuonano oggi di grande attualità: «Ci sembra che questo carattere di assoluta fedeltà al Papa debba essere oggi particolarmente sottolineato non tanto come un merito, quanto piuttosto come un impegno della Civiltà Cattolica. Di fronte ad attacchi sempre più violenti alla persona ed all’insegnamento del Papa, anche da parte di taluni cattolici; di fronte ai tentativi di minimizzare e di ridurre a poca cosa, se non addirittura di negare, il primato ed il magistero del Romano Pontefice…». Un cattolicesimo chiaro ma non tribale. Oggi la tentazione forte è quella di serrare le file e di opporre al caos percepito la risposta di un cattolicesimo intransigente e identitario. Papa Francesco, nel 2013, ha invece rilanciato e arricchito di significato la missione della rivista, sintetizzandola con tre parole chiave: dialogo, discernimento, frontiera. Per Civiltà Cattolica queste tre parole sono diventate un programma da mettere in atto con fedeltà e attenzione. Nell’editoriale del primo fascicolo del 1850 si legge: «Una Civiltà cattolica non sarebbe cattolica, cioè universale, se non potesse comporsi con qualunque forma di cosa pubblica». I gesuiti scrittori lo credono vero ancora oggi. Il quaderno n. 4000 è anticipato oggi sul sito www.laciviltacattolica.it, con ampi abstract degli articoli e l’editoriale in versione integrale.

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