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Quale idea di città, quale futuro per Palermo

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Quale idea di città, quale futuro per Palermo

Palermo

02 Mar 2015

I giovani della scuola media superiore del Centro Educativo Ignaziano di Palermo, in collaborazione con l’Istituto di formazione politica “Pedro Arrupe”,  a partire da ottobre 2015 hanno fatto volontariato presso diverse associazioni del territorio, attività rivolte a persone e contesti  in situazioni di disagio sociale ed economico (bambini e adulti immigrati, anziani, persone in stato di povertà, aree marginali della periferia e del centro storico della città).

Da una prima rilettura delle esperienze sono venute fuori le emozioni personali e di gruppo, nate dalla relazione di aiuto e dalle storie ascoltate, i punti di forza e di debolezza delle diverse realtà associative, le domande aperte che le persone e i loro contesti di  vita hanno posto con forza e soprattutto i desideri, i sogni di trasformazione  dei giovani verso una città solidale e partecipata.

Le domande sono tante e alcune richiedono risposte semplici e immediate, altre sono più complesse e di lungo periodo, non a tutte si riuscirà a dare risposta durante il convegno, ma sono provocazioni, che i giovani propongono alla riflessione dei decisori politici, dei rappresentanti istituzionali e dei semplici cittadini e che possono diventare le azioni-chiave dello sviluppo territoriale per costruire una visione condivisa di città.

“Quando sono arrivato allo Z.E.N. 2 mi sentivo in un’altra città, in un quartiere fantasma, un quartiere che non conoscevo se non per sentito dire”.

“Sogniamo una città in dialogo tra le sue parti, tra il centro e le periferie, con spazi condivisi e di confronto”.

“Si cerca di motivarli e incoraggiarli e mentre si insegna loro noi impariamo, dai racconti degli immigrati emerge la gravità dei problemi dei loro paesi”.

“Mi sono accorta che la storia della nostra città è ricca di influssi di culture diverse. E’ una città bellissima, ricca di monumenti e di testimonianze architettoniche e artistiche”.

“Sogniamo una città senza disparità, vivace culturalmente, aperta e accogliente”.

“Sogniamo, anzi desideriamo, che si riesca a trovare una soluzione per riaprire la ludoteca “I Giardini di Madre Teresa”, come conquista per tutta la città”.

“Entrare nella sede di Addiopizzo è stato emozionante, come camminare dentro la storia della nostra città con i ritagli dei giornali alle pareti sulle cronache di mafia ma anche con le immagini dei nostri eroi, cittadini normali che hanno creduto nella legalità”.

“Ascoltare le storie di chi è riuscito ad uscire dalla logica mafiosa genera speranza, rete, solidarietà, impegno”.

“Sogniamo una città senza mafia, anche se può sembrare un’utopia, potremmo dire realisticamente formata da cittadini che vigilano, attenti, che si battono contro ogni forma di illegalità”.

“Gli anziani non vogliono pietà, vogliono accanto persone veramente interessate a loro, autentiche e sincere nell’ascolto”.

“A volte ti evitano ma respiri comunque la loro sofferenza”.

“Sogniamo una città di relazioni autentiche, senza maschere che fa venire fuori il meglio di noi”.

“Sogniamo una città solidale e partecipata con cittadini attivi e responsabili”.

All’interno di tale iniziativa, martedì 3 marzo 2015 ore 10.00 presso l’Auditorium Gonzaga del CEI in via Piersanti Mattarella, n. 38 – 42 a Palermo, si svolge un incontro che vuole essere un momento di confronto tra gli stessi ragazzi che hanno vissuto tale esperienza di servizio e un gruppo di esperti in merito ai possibili scenari futuri di una città realmente solidale e partecipata.

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