GESUITInews
Provincia d'Italia della Compagnia di Gesù
facebookTwitterGoogle+

Il futuro dell’Europa, la formazione e i giovani

John Dardis

03 Giu 2016

Istruzione superiore, rifugiati e migranti, giovani adulti, sono stati alcuni dei temi discussi dai Superiori maggiori d'Europa e del Medio Oriente che si sono incontrati in Belgio dal 3 al 7 maggio.

“Abbiamo osservato la situazione dell’ istruzione superiore per molti anni”, ha detto il presidente della Conferenza, John Dardis. “Il nostro continente è in crisi per tanti aspetti – in termini di valori e in termini di direzione futura. Abbiamo molti istituti di istruzione superiore che hanno la capacità di riflettere in profondità su questioni importanti. Stiamo sostenendo un progetto chiamato ‘istruzione superiore per la trasformazione sociale’ che collega le nostre università e facoltà con i nostri centri sociali, individuando le principali questioni di interesse nelle nostre società europee “.

Nei prossimi mesi, le facoltà e le università potranno identificare i temi chiave sui cui concentrarsi, come, ad esempio, i rapporti con l’Islam; le migrazione; gli studi ignaziani; la secolarizzazione. Le istituzioni quindi si confronteranno su questi temi diversi, identificheranno le problematiche da approfondire con l’aiuto dei Centri Sociali e definiranno i punti chiavi di advocacy.

“Molte delle nostre istituzioni hanno sviluppato aree di eccellenza”, ha detto John Dardis. “Ora vogliamo andare alla fase successiva incoraggiandole a unirsi in una rete che è allo stesso tempo flessibile ed efficace, che si rivolge a missione e che sottolinea le caratteristiche dei gesuiti di queste istituzioni.”

I Provinciali hanno anche deciso di continuare il progetto congiunto sui rifugiati con i paesi africani e i Provinciali del  Madagascar. Tenuto a Malta negli ultimi sei anni, il progetto si sposterà a Madrid. Il provinciale di Zimbabwe-Mozambico invia per il progetto Ashton Mugazhi,  Tomasz Lipa viene  incaricato dal provinciale della Polonia del Sud.

“Il passaggio a Madrid è un passo importante”, ha detto padre Ruiz Perez, il Provinciale di Spagna. “Siamo felici di ricevere questi due uomini nella nostra Provincia. Saranno un buon aiuto per il progetto di Madrid, dove riceviamo tanti migranti provenienti dall’Africa che hanno bisogno del nostro sostegno e cura “.

Sul giovani adulti i Provinciali vedono grandi opportunità per evangelizzare tutta una nuova generazione di europei. Magis sta diventando sempre più un “brand” in Europa per il ministero di giovani adulti. Ci sono gruppi Magis; ci sono i volontari Magis sia qui in Europa che altrove; vi è, naturalmente, l’evento Magis Giornata Mondiale della Gioventù.

“Dopo la Giornata Mondiale della Gioventù c’è sempre una grande energia”, ha detto John Dardis. “Vogliamo che l’energia e lo sforzo continui dopo la fine dell’evento per sviluppare una rete più forte in Europa. I giovani adulti sono il futuro del nostro continente e della nostra Chiesa in Europa “.

Prima della tre giorni alcuni Provinciali del gruppo hanno trascorso tre giorni a pregare per la riconciliazione in Europa e a visitare  i cimiteri di guerra nei campi delle Fiandre. Erano guidati da padre Ludwig van Heucke.

John Dardis sJ
Presidente della Conferenza dei Provinciali europei

Astalli: “Cona e CIE segnali preoccupanti, occorre cambiare le politiche migratorie in Italia”

Roma

03 Gen 2017

La rivolta scoppiata al centro di prima accoglienza di Cona, in provincia di Venezia, e la proposta di questi giorni di aprire i centri di identificazione ed espulsione (CIE) in ogni città sono segnali che destano grave preoccupazione. Sono situazioni che riaffermano un’urgenza più volte sottolineata dal Centro Astalli: la necessità di ripensare e riformare il sistema di immigrazione e asilo in Italia. "E' ampiamente dimostrato che privilegiare l’uso di centri con numeri elevati di migranti non è mai una buona soluzione".

La fase di emergenza deve durare pochissimo e va supportata da una buona organizzazione della rete di accoglienza per piccoli numeri, diffusa sul tutto il territorio nazionale, restituendo così dignità ai migranti accolti e agli operatori che li assistono.
P. Camillo Riapmonti, presidente Centro Astalli sottolinea che: “È fondamentale il coinvolgimento dei Comuni. Basterebbe che ognuno accogliesse poche decine di migranti in maniera progettuale e inclusiva. Questa è la strada da seguire per evitare situazioni di tensione e di ingovernabilità di un fenomeno che viene raccontato sempre più spesso con toni allarmistici ed emergenziali, ma che di fatto i numeri ci mostrano essere assolutamente gestibile attraverso un’efficace programmazione”.
In questi gironi si torna a parlare di CIE e di rimpatri come se una risposta securitaria fosse in grado da sola di affrontare un fenomeno complesso articolato come quello delle migrazioni.
“Ci pare pericoloso e fuorviante”, continua Ripamonti, “tornare ad associare immigrazione a criminalità in un clima esacerbato dalla minaccia terroristica. Più che di politiche volte a trovare soluzioni costruttive sul lungo periodo si propongono misure apparentemente più di impatto nell’immediatezza nel tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica. La legge Bossi Fini, attualmente in vigore, ha 15 anni di vita. Fu scritta in un momento in cui le migrazioni in Italia erano profondamente diverse da quelle attuali. Guardare al passato senza l’urgenza di una rilettura e di un radicale rinnovamento delle politiche migratorie nazionali non può portare ad alcun progresso”.

Chiudi notifica

Gesuitinetwork - Normativa Cookies

I cookies servono a migliorare i servizi che offriamo e a ottimizzare l'esperienza dell'utente. Proseguendo la navigazione senza modificare le impostazioni del browser, accetti di ricevere tutti i cookies del nostro sito. Qui trovi maggiori informazioni